La piadina romagnola

La piadina romagnola originale è una sintesi elementare di farina, acqua o latte, strutto, sale e bicarbonato, cotta sul testo – la tegia – una piastra rotonda e piatta, di pietra refrattaria o terracotta.

A dispetto della sua semplice ricetta, ne esistono diverse varietà: a seconda della zona cambiano cottura, dimensioni e spessore. Man mano che si procede verso l’entroterra diventa più alta e piccola, fino a poter essere incisa e imbottita, quasi fosse un panino. Per questo possiamo dire che ogni zona può vantare la sua piadina romagnola originale!

La piada può essere mangiata in sostituzione del pane, per accompagnare qualsiasi pietanza nel corso del pasto. Più spesso però viene piegata a metà e farcita con gli ingredienti più vari: salsiccia alla brace o alla piastra, affettati o porchetta, rucola o squacquerone, erbette o verdure gratinate, creme dolci e confetture.

Le farciture del crescione più comuni sono le erbe (spinaci e bietole, rosolacci, macerate nel sale), oppure la zucca e le patate.

Come si prepara la piadina? La ricetta delle nostre azdore!

Ingredienti: 1 kg di farina, 180 di strutto di mora romagnola, 1/2 litro di latte, 22 gr di sale di Cervia, 1 pizzico di bicarbonato.

Preparazione: formate una fontana di farina su un tagliere, aggiungete al centro tutti gli ingredienti, impastate con il latte. Formate delle piccole palline e tiratele con il mattarello. Cuocetela sulla tegia.

La curiosità: perchè la piada è il simbolo della Romagna?

Grazie a poeti come Giovanni Pascoli, romagnolo, che nelle sue opere spesso la menziona arrivando a definirla il cibo nazionale dei Romagnoli!

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