Le azdore in cucina: la ricetta del nocino

Quando la tradizione e la cucina si uniscono danno frutti meravigliosi: la ricetta del nocino è la quintessenza della tradizione popolare contadina in un mese, quello di giugno, che inizia a scaldarci la pelle e a farci assaporare il gusto dell’estate. Nel frattempo, nelle case romagnole, si prepara il nocino e lo si conserva per molto tempo per sfoggiarlo con orgoglio nelle serate migliori, in compagnia della famiglia e degli amici.

Una ricetta semplice della tradizione che condividiamo con gli inglesi. E’ tradizione, infatti, nella notte di San Giovanni raccogliere le noci migliori per la preparazione del nocino: incaricata è la donna più esperta che sceglie personalmente quali noci raccogliere per il proprio nocino. 

foto di www.unacenaconenrica.com

La ricetta del nocino: ingredienti e procedimento

39 noci acerbe

1 kg di zucchero

1,3 litri di alcool a 95°

10 chiodi di garofano

2 cm di corteccia di cannella

la buccia gialla di un limone

1 litro d’acqua

Spaccate in 4 parti le noci e mettetele a bagno in alcool con gli aromi. Esponete al sole fino al 3 agosto e poi filtrate. Preparate uno sciroppo sciogliendo a caldo lo zucchero nell’acqua. Una volta raffreddato mescolatelo all’alcool aromatizzato.

Imbottigliate e consumate non prima di 4 mesi, ma ancor meglio dopo 2 anni.

E voi come lo preparate?

strozzapreti romagnoli ricetta

Gli strozzapreti fatti a mano

Gli strozzapreti, o stròzaprit in dialetto romagnolo, sono un particolare formato di pasta povera tradizionale, costituito da striscioline arrotolate su se stesse. Chi ama la cucina romagnola sa che questa pasta è spesso presente in tante versioni nei nostri menù. Spesso li mangiamo con il ragù, rigorosamente fatto in casa ed ognuno con la ricetta segretissima della nonna che si tramanda di famiglia in famiglia.

Ma come si fanno i tipici strozzapreti romagnoli?

Ecco la ricetta dell’azdora!

 Ingredienti: 500 gr di farina, acqua tiepida per impastare, 1 pizzico di sale.

Preparazione: tirate la sfoglia con il mattarello fino ad uno spessore di 2-3 mm. Tagliate le striscioline e arrotolatele tra i palmi della mano. Lessateli in acqua bollente e conditeli con gli strigoli oppure con il ragù di carne o di salsiccia.

strozzapreti romagnoli ricetta

foto di cucinaitaliana.info

 

La curiosità: perchè si chiamano strozzapreti?

La singolare denominazione di questo prodotto romagnolo secondo alcuni sarebbe uno strascico della lunga dominazione dello Stato Pontificio sul territorio, anche perchè anticamente questo era un piatto che le famiglie contadine usavano offrire in dono ai rappresentati della Chiesa locale che si trovavano di passaggio.

Nello specifico, l’etimologia di questo nome potrebbe far riferimento alla particolare consistenza di questo prodotto, che sarebbe in grado di saziare-strozzare

I garganelli romagnoli

I garganelli romagnoli sono un piatto tipico della nostra regione (la Romagna), hanno una forma di una penna smussata e una superficie rigata. Se decidete di cucinare i garganelli romagnoli, procuratevi gli strumenti per dar loro questa forma: il pettine fatto da listarelle di canna allineate fittamente e la bacchettina delle dimensioni di una matita. Sono un piatto molto apprezzato dagli amanti della cucina e le sue varianti sono infinite: in passato i garganelli romagnoli si consumavano principalmente in brodo, oggi vengono serviti asciutti conditi con vari sughi.

foto di panperfocaccia.eu

foto di panperfocaccia.eu

La curiosità: perchè nacquero i garganelli?

Secondo una leggenda, i garganelli nacquero da un imprevisto a cui dovette far fronte la cuoca a servizio presso una nobile famiglia romagnola. Mentre la donna si trovava intenta alla preparazione dei cappelletti approfittando di un suo momento di distrazione un gatto si avvicinò alla tavola e rubò il ripieno. Disperata, la cuoca pensò di rimediare avvolgendo i quadretti di pasta già preparati attorno ai cannellini di legno che servivano per accendere il fuoco, per poi passarli sopra un pettine da telaio. Li servì cotti nello stesso brodo di cappone che sarebbe dovuto servire per i cappelletti e il piatto, fortunatamente, riscosse un grande successo tra i commensali.