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I sugali romagnoli

I sugali sono un tipico dolce autunnale della Romagna, di origine contadina che si prepara e si consuma, per tradizione, negli stessi giorni della vendemmia come dolce sia a pranzo che a cena oppure per una gustosa merenda. Se almeno una volta nella vita vi siete chiesti come fare i sugali e quali sono i procedimenti da eseguire siete nel posto giusto: anche in questo caso, così come in tutte le nostre ricette , vi forniamo la ricetta delle nostre azdore. Conservatela e fatene buon uso!

La ricetta dei sugali è molto semplice e si tramanda di generazione in generazione.

Come fare i sugali? Noi azdore li prepariamo così:

Ingredienti: Mosto d’uva filtrato, pane grattugiato, farina gialla di mais, buccia grattugiata di limone, semi di anice.

Preparazione: dopo aver messo a bollire il mosto per qualche ora, introducete la farina e gli altri ingredienti. Quando il composto ha raggiunto una consistenza compatta, versatela negli stampi, lasciatela raffreddare e conservatela nel frigo.

I sugali non sono l’unico dolce tipico romagnolo del periodo della vendemmia: molti, infatti, saranno golosi dei savor (per sapere cosa sono i savor, ecco un nostro approfondimento qui)

E voi cosa preferite? 

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la prima falce di luna mostra argenta luigi berardi

Luigi Berardi presenta “la prima falce di luna”

Falce e storie, precisamente 365, sono le protagoniste della mostra curata da Luigi Berardi “la prima falce di luna”al Mercato Centro Culturale di Argenta che diventa, per un mese, uno splendido granaio dove ogni falce racconta una storia storia diversa.

Il progetto è promosso dal centro culturale Mercato e dall’ecomuseo di Argenta con la collaborazione di Molino Sima, lo sponsor che ha fornito ben 10 quintali di grano.

Sabato 31 gennaio e 14 febbraio Luigi Berardi curerà i laboratori creativi “Campi di grano pop art“, riservati ai bambini dai 6 ai 10 anni.

L’esposizione “la prima falce di luna” è presentata da Giuseppe Bellosi e si avvale del contributo scientifico del Prof. Mario Turci.

> Il luogo della mostra: Mercato Centro Culturale, Piazza G. Marconi – Argenta

> Gli orari della mostra:  da martedì a sabato 9.30-12.30 giovedì, sabato e domenica 15.30-18.30 lunedì chiuso

> Ingresso libero: per prenotare i laboratori telefonate allo 800.111.760 oppure 0532-330276 oppure inviate una mail a mercato@comune.argenta.fe.it

Per avere maggiori informazioni sull’evento vi consigliamo di leggere la locandina dell’evento “la prima falce di luna”

Il sale dolce di Cervia

Il sale dolce di Cervia era già conosciuto al tempo degli Etruschi, ma fu con i Romani che assunse un tal valore da essere chiamato oro bianco, divenendo merce di scambio e di pagamento: il salario dei legionari.

In effetti, la salagione è una delle strategie più antiche per la conservazione degli alimenti, soprattutto per la carne e per il pesce, attraverso la quale ci si poteva assicurare una riserva di cibo sufficiente a superare anche gli inverni più duri.

Il sale dolce di Cervia viene raccolto nelle saline di Cervia, annoverabili tra le più antiche d’Italia (la testimonianza scritta più antica risale al X secolo), dopo decenni di abbandono, da diversi anni ha ripristinato l’attività produttiva di sale marino, che viene ancora oggi raccolto e confezionato secondo il metodo tradizionale dalla Salina Camillone.

Cervia produce diverse qualità di sale: il Sale di Cervia, il Salfiore di Romagna, il Salfiore di Cervia e la Riserva Camillone. Nel 2004, il sale della Riserva Camillone è diventato un presidio di Slow Food, sia per il metodo di raccolta (manuale, unico in Italia) che per la qualità sopraffina dei prodotti.

Le caratteristiche del sale di Cervia sono uniche: privo di additivi chimici, è ottenuto grazie alla naturale evaporazione dell’acqua di mare, che viene esposta al calore del sole estivo in ampie vasche di terreno argilloso. Per questo, esso mantiene inalterate le sue componenti di iodio, zinco, rame, maganese, ferro, magnesio e potassio e si caratterizza per la limitata presenza dei sali amari (solfati di magnesio, calcio, potassio e cloruro di magnesio), responsabili del retrogusto tendente all’amaro che solitamente caratterizza il sale comune.

La ragione per cui, da sempre, questo è stato definito un sale dolce.