scalogno di romagna

Lo scalogno di Romagna: il fuoco estivo dal sapore delicato

Scalogno di Romagna.

Lo scalogno di Romagna è una pianta erbacea a bulbo la cui produzione avviene in molti comuni della Provincia di Ravenna: Brisighella, Casola Valsenio, Solarolo, Faenza, Castel Bolognese e Riolo Terme

Scalogno e cipolla: quali differenze?

Lo scalogno ha un sapore più delicato ed aromatico di quello della cipolla e si distingue anche dall’aglio perchè ha  un sapore meno acre. 

Scalogno di Romagna: utilizzo in cucina e ricetta

Lo scalogno può essere consumato sia cotto che crudo e usato in sostituzione di cipolla o aglio, rispetto ai quali ha un sapore meno marcato. Ottimo nelle insalate, accompagna la carne e il pesce cotto alla griglia. Gli steli verdi sono molto saporiti e si usano al posto dell’erba cipollina. I bulbi possono essere usato per aromatizzare olio o aceto.

Il consiglio dell’azdora

La ricetta: Scalogno sott’aceto

Ingredienti: 1 kg di scalogni puliti, 2 bicchieri di aceto, 2 bicchieri di vino bianco, 1 cucchiaino di sale fino, pepe in grani.

Preparazione: sistemate gli sclogni nei vasi. Fate bollire gli altri ingredienti per pochi minuti e versare nei vasi. Chiudete e consumate dopo un mese circa.

Curiosità e salute

Il suo nome deriva da Ascalon, una città della Palestina dove sembra sia nato questo ortaggio. Si ritiene che lo scalogno sia stato portato in Italia dai popoli che migrarono dal Medio Oriente verso l’Europa, tra i quali le popolazioni celtiche, ma la sua diffusione in cucina risale al Rinascimento, quando iniziò ad essere molto usato, soprattutto presso le corti aristocratiche. Se consumato crudo, lo scalogno manifesta attività benefiche sull’apparato cardiovascolare (ipotensivo) ma è noto anche per altre caratteristiche salutistiche: è antibatterico, antimielitico, antiossidante e antitrombotico. Le sostanze solforate gli conferiscono caratteristiche antinfiammatorie. La presenza di silicio aiuta a rinforzare capelli e unghie. Consumato crudo non si disperdono i contenuti di vitamina C.

I produttori dello scalogno di Romagna

Az. Agr. Spaderna

Az. Agr. Spaderna

Az.Agr.Bio Il Chiusetto

Az.Agr.Bio Il Chiusetto

Az. Agr. Vigne di Sopra

Az. Agr. Vigne di Sopra

In estate scegli il carciofo moretto

Carciofo moretto: un po’ di storia

Il carciofo moretto è il bocciolo dell’infiorescenza che si raccoglie immatura, cioè prima che sbocci, nel mese di maggio. I petali, o brate, nel nostro Moretto terminano con acute spine di colore giallo.

L’angolo delle ricette: come utilizzare il carciofo moretto in cucina?

Il carciofo Moretto si mangia crudo o leggermente lessato, condito con sale e olio, preferibilmente con olio extra vergine di oliva di Brisighella, in quanto i due prodotti hanno una base aromatica comune. Le foglie del carciofo sono la base per la produzione di tutti gli amari.

La ricetta: Carciofo ripieno

Ingredienti: 4 carciofi puliti, 150 gr di salsiccia di Mora Romagnola fresca, Parmigiano Reggiano, pan grattato, 1 uovo, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 spicchio d’aglio, olio extra vergine di oliva, sale e pepe.

Preparazione: preparate i carciofi mettendoli in acqua e limone. In una ciotola preparate il ripieno con la salsiccia, Parmigiano Reggiano, pan grattato, uovo, sale e pepe. Scolate i carciofi, asciugateli e riempiteli con il ripieno. In un tegame fate soffriggere in poco olio lo spicchio d’aglio, adagiatevi i carciofi e fate cuocere a fuoco lento. A fine cottura aggiungere il prezzemolo tritato.

Salute e curiosità

Il nome della varietà è legato a mitiche leggende, pare derivi da cinis e secondo Columella, il miglior agronomo latino, deriva dall’usanze di concimare con la cenerei terreni rivolti ad ospitare le piante di carciofo. Secondo la mitologia latina deriverebbe da Cynara, una bella giovane dai capelli color cenere che venne tramutata in carciofo da Giove innamorato. Mentre il nome scolymud, deriva dal greco e significa appuntito, riferendosi probabilmente alla forma appuntita di alcuni tipi di carciofo.

Il carciofo Moretto ha funzione disintossicante, favorisce la diuresi e la funzionalità epatica e intestinale grazie all’elevate quantità di fibra alimentare. Ottima fonte di vitamina A, B1 e C e di sali minerali, soprattutto potassio, sodio, calcio e ferro. Ricco di inulina,  è un alimento consigliato per i diabetici, e cinarina ad azione protettiva per il fegato. Infine, è un ottimo alleato per diminuire il colesterolo del sangue.

I produttori del carciofo moretto

Az. Agr. Quinzàn

Az. Agr. Quinzàn

albicocca proprietà e valori nutrizionali

Il tripudio dell’albicocca

Albicocca: un po’ di storia

L’albicocca è un piccolo frutto saporito di colore giallo-arancio, forma ovale o tondeggiante, con buccia sottile e vellutata. La polpa, di colore arancione, è morbida, succosa e decisamente acidula. Il nocciolo contiene una sostanza lievemente tossica, per cui si raccomanda di non aprirlo o addirittura mangiarlo. L’albicocca era conosciuta e coltivata in Cina sia dal 3.000 a.C: deve il suo nome alla conquista dell’Armenia da parte dei Romani che la chiamavano “armeniacum” (mela armena).

Il suo utilizzo in cucina

Ottima è da consumo fresco, anche se è poco tollerante alle manipolazioni e non ha una lunga conservabilità. Il suo albero è una pianta di origine cinese con fiori bianco-rosati e foglie lisce e cuoriformi. Le albicocche vengono usate per preparare marmellate, gelati, frullati, conserve sciroppate. La mandorla si può usare anche in pasticceria.

Il consiglio dell’azdora

La ricetta: Albicocca in composta

Ingredienti: 1 kg di albicocche mature, 300 gr di zucchero, scorza di limone.

Preparazione: lavate le albicocche ed estraete il nocciolo. In una capiente pentola dal fondo spesso mettete le albicocche, lo zucchero e la scorza di limone. Lasciate macerare per due ore, mettete, poi, sul fuoco basso a cuocere per un paio di ore.

Albicocca: proprietà e valori nutrizionali 

Le albicocche sono ricche di carotenoidi, i precursori della vitamina A. Buono il contenuto di altre vitamine (C e del gruppo B), di zuccheri, e di sali minerali.