il poeta e il contadino

Mostra il poeta e il contadino a Bagnacavallo

il Poeta e il Contadino

 Tonino Guerra & Italo Graziani

 vent’anni di amicizia, sogni, emozioni e incontri di grande bellezza

 

La profonda amicizia e stima che legava Tonino Guerra al nostro compianto Presidente Italo Graziani nasce nel 1990 con gli allestimenti dei Natali di Piazza Nuova a Bagnacavallo.

Tonino Guerra per Il Lavoro dei Contadini è stata una persona amica, generosa, che sempre ci ha accolto nella sua casa con affetto.

Il Maestro ha sempre creduto nel lavoro dei contadini ma anche in quello degli artigiani: “Sono molto vicino agli artigiani, perché molti di loro hanno smesso di incantarci e così ci tengono compagnia soprattutto i prodotti senza vita che fanno le macchine” (cit. 14/05/2002).

Italo, facendo proprio questo pensiero, negli anni ha portato tanti artisti artigiani a Pennabilli (ceramisti, fabbri, falegnami, ecc.) e sempre Tonino ha avuto per loro suggerimenti, idee, disegni, proposte, collaborando fattivamente alla realizzazione delle loro opere, con spirito critico ma costruttivo.

Graziani dal 1990 in poi ha affinato amicizie con gli altri artigiani della Romagna che avevano già collaborazioni attive con il Maestro.

Per cui la mostra, visibile dal 10 al 29 settembre alla Galleria di Palazzo Vecchio a Bagnacavallo, vuole partire ricordando i Natali di Piazza Nuova e proporre le opere degli artisti artigiani della Romagna che hanno avuto la fortuna e il piacere di poter collaborare con il Maestro.

il poeta e il contadino

 

Esposizione manifesti e locandine delle varie edizioni dei Natali a Bagnacavallo

Esposizioni opere:

Anna Tazzari

Carla Lega

Luigi Mattei Gentili

Aurelio Brunelli

Luigi Berardi

Allestimento a cura di Luigi Berardi

 Incontro conviviale Giovedì 17 settembre Osteria di piazza Nuova

“a cena con i piatti di Tonino” la grande cucina a più mani, tre grandi chef Matteo Salbaroli, Riccardo Agostini, Marco Cavallucci, interpretano i piatti del Maestro.

Dopo cena amici e collaboratori del maestro Guerra e di Italo Graziani ci terranno compagnia con aneddoti e racconti.

Osteria di Piazza Nuova: allestimento fotografico dei Natali di Piazza Nuova a cura di Paolo Ruffini

Per la cena necessaria la prenotazione: 054563647

guazza di san giovanni 23 giugno

Siamo tornati! Ti invitiamo alla festa di San Giovanni

Siamo tornati! Ti invitiamo alla festa di San Giovanni il 23 giugno. Finalmente in compagnia della tradizione.. come piace a noi!

Il Lavoro dei Contadini, dopo un’ assenza prolungata dovuta alla chiusura totale a seguito della pandemia del Coronavirus, che di fatto ha bloccato tutti gli eventi programmati dai Lom a Merz in poi, per martedì 23 giugno, vigilia di San Giovanni, ha pensato di proporre presso alcuni agriturismi soci, una cena con i prodotti della stagione.

Il tutto sarà gestito nel pieno rispetto delle norme del distanziamento sociale previsto nell’ ultimo DCPM in materia.

E’ quindi obbligatoria la prenotazione.

Le aziende

Agriturismo “il Contadino Telamone”

Via Sacramora 12, Reda di  Faenza

Per la prenotazione cell  339 7242643

scarica il menù della serata

 

Tenuta Nasano società agricola

Via Rilone 2, Riolo Terme (Ra)

Per la prenotazione  tel 0546 70715, cell  339 493 9961

scarica il menù della serata

 

Ca’ Ridolfi

Via del Dottore 33, Gambellara- Ravenna

Per la prenotazione  cell 338 9779804 – 340 2692953

scarica il menù della serata

La guazza di San Zvan

La Vigilia di San Giovanni, il 23 giugno, già dai tempi degli antichi Romani, era occasione per celebrare il solstizio d’ estate.

Nei secoli i riti collegati alle credenze e agli usi popolari, si integrano con la liturgia del Cristianesimo. La Chiesa infatti ricorda il 24 di giugno  la natività di San Giovanni Battista, che è una delle figure più importanti nei Vangeli, intrecciata con l’opera di Gesù.

guazza di san giovanni 23 giugno

E’ la notte della rugiada

Nella notte di San Giovanni, la rugiada che inumidisce i prati acquisisce miracolose facoltà rigenerative e passeggiare nell’erba bagnata renderà il fisico scattante, vigoroso ed attraente, preservandolo da reumatismi ed altre patologie.

E’ la notte della raccolta delle noci per la preparazione del nocino

Dalla tradizione si evince che nella notte tra il 23 e il 24 giugno le streghe si riuniscano per il loro sabba sotto gli alberi di noci, raccogliendo le noci acerbe per le loro pozioni e incantesimi.

Le streghe avrebbero utilizzato anche i rami dell’albero di noce per costruire le loro scope volanti.

Durante la notte più breve dell’anno, infatti, la credenza popolare vuole che la donna giudicata più abile nella preparazione del nocino, debba  raccogliere, a piedi nudi, dall’albero le noci ancora verdi e immature.

Il nocino è un liquore digestivo, e può essere un coadiuvante nella cura  dell’ intestino, in quanto con i suoi tannini aiuta a digerire le proteine, uccidendo  batteri e parassiti.

Ti può interessare: la ricette del nocino direttamente dai libri delle nostre azdore

E’ la notte delle erbe

La sera del 23 giugno si usava raccogliere e preparare una bacinella d’acqua riempita con fiori, erbe, e aromi, lasciarla tutta la notte all’aperto perché in questa notte si moltiplicavano i loro attributi magici e terapeutici. La mattina seguente (il 24 giugno), la si utilizzava per lavarsi il viso con lo scopo di purificarsi. Gli ingredienti utilizzati erano scelti tra quelli più facilmente reperibili nella zona, ma tra le più importanti spiccano l’iperico (conosciuto anche come “erba di San Giovanni”), la lavanda e il rosmarino, la salvia e la menta.

Una ricetta per voi: Le frittelle di asparagi

mostra tonino guerra_2020 Faenza

Mostra 100 anni di Tonino Guerra Tracce indelebili nelle Romagne

In relazione a quanto riportato nel DCPM del 1 marzo 2020, all’ articolo 2 paragrafo f), allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi  del  virus SARS-COV2-2019/2020:

“apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004,  n.  42,  a condizione che  detti  istituti  e  luoghi  assicurino  modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare  assembramenti  di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle  caratteristiche  dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”,

è quindi stata annullata l’ inaugurazione prevista nel tardo pomeriggio del  il 3 marzo, ma la Mostra sarà aperta al pubblico da mercoledì 4 marzo a lunedì 16 marzo, data di nascita di Tonino Guerra, nel pieno rispetto di quanto riportato nel decreto stesso.

Nota introduttiva alla Mostra

TONINO GUERRA, poeta, scrittore e sceneggiatore di fama internazionale, è nato il 16 marzo 1920 a Santarcangelo di Romagna, dove è scomparso il 21 marzo 2012.

Vissuto per trent’anni a Roma, con lunghe soste in Russia, divenuta sua seconda patria, alla fine degli anni ’80 si è trasferito a Pennabilli,  dove era solito trascorrere lunghi periodi estivi e nella quale è sepolto.

Figlio di genitori contadini (alla madre analfabeta insegnerà a scrivere), durante la seconda guerra

mondiale viene deportato in Germania e rinchiuso in un campo d’internamento dove inizia a comporre i primi versi in lingua romagnola. Nell’immediato dopoguerra pubblica la sua prima raccolta di poesie in dialetto, I scarabócc. A questa ne seguono altre, fra le quali I Bu (1972. Pubblica cinquanta libri fra racconti e poesie, vincendo numerosi premi: il Pirandello, il Pasolini, il Gozzano, il Nonino, il Carducci e il Comisso.

Dai primi anni ’50 si è dedicato alla sceneggiatura e ha scritto per i più grandi registi dell’epoca,

compresi Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, i fratelli Taviani, Elio Petri, Mario Monicelli, Francesco Rosi, Theo Anghelopulos e Andrej Tarkovskij. Oltre 120 i film da lui sceneggiati, da L’Avventura di Antonioni ad Amarcord di Fellini, vincitore del Premio Oscar.

Ma alla Romagna il Maestro santarcangiolese ha dato qualcosa di più: un segno tangibile del suo passaggio.  Sono numerose le opere realizzate o volute dal poeta per salvaguardare e valorizzare la bellezza del suo territorio.

Tutta la Romagna ne conserva tracce: nel cesenate il Maestro ha realizzato La fontana delle farfalle a Sogliano e Gli arazzi con la stamperia Pascucci di Gambettola, oltre alle Porte e ai Mobilacci di Longiano. Nel Giardino degli Orselli di Forlì svetta L’albero della chiarezza, a Riccione la fontana del Bosco della pioggia, a Cesenatico la Cattedrale delle foglie.

Numerose anche le opere di Tonino Guerra nel ravennate, dalla Bambola orientale nel capoluogo alla Casa del mare d’inverno a Milano Marittima, passando per l’installazione di Bagnacavallo Un Natale dopo l’altro per concludere con Il Tappeto sospeso a Cervia, dove il poeta ha abbellito con la sua opera anche la “Casa delle farfalle”.  Santarcangelo e Pennabilli, città dove il Maestro è nato e vissuto, conservano i Luoghi dell’anima. Questo lungo, ma non completo elenco, testimonia con forza il passaggio di Tonino Guerra nel suo territorio.

 

Nel centenario della sua nascita l’ Associazione “Il Lavoro dei Contadini” vuole ricordare Tonino Guerra e rendergli omaggio dedicandogli i Lòm a Mêrz 2020. 

La profonda amicizia e stima che legava Tonino Guerra al nostro compianto Presidente Italo Graziani  nasce nel 1990 con gli allestimenti dei Natali di Bagnacavallo, consolidandosi  poi nel tempo.

Tonino Guerra per Il Lavoro dei Contadini è stata una persona amica, generosa, che sempre ci ha accolto nella sua casa con affetto.

Su suggerimento del Maestro, abbiamo rafforzato un forte legame con gli artigiani del territorio, gli artigiani delle tele stampate, delle ceramiche, dei vimini, del legno, del ferro battuto, quel lavoro artigiano così strettamente intrecciato alla vita contadina.

In questa mostra si potrà toccare con mano la professionalità di diversi e importanti Artisti Artigiani del territorio che hanno avuto, l’ onore, il piacere e la fortuna di collaborare fattivamente con Guerra e che con le loro opere esprimono lo spirito del Maestro: “Dobbiamo fare cose che siano di più della banale perfezione”.

Chi entrerà a visitare la mostra, curata da Rita Ronconi, potrà respirare la poesia e la bellezza del mondo di Tonino Guerra.