I formaggi romagnoli

Sicuramente chi è stato in Romagna almeno una volta avrà avuto l’occasione di assaggiare i nostri formaggi romagnoli: accompagnati ad un buon tagliere di salumi o assieme alla piadina, i formaggi romagnoli rappresentano un incontro tra gusto e tradizione che nelle nostre tavole non può mai mancare. Sono ottimi da soli, consumati come piatto unico, oppure come aperitivo rinforzato.

Ma quali sono i formaggi romagnoli più importanti? Noi ne abbiamo individuati 3.

Lo squacquerone di Romagna

Detto anche è squaquaron, è un formaggio che si ottiene dal latte vaccino proveniente esclusivamente dagli allevamenti situati nell’area tipica di produzione.

La pasta è molle e cremosa, il colore bianco madreperlaceo, il sapore dolce e gradevole lievemente salato in superficie, l’arome è delicato con una vaga nota erbacea.

Va conservato tra 0° e 4°C e consumato fresco per apprezzare al meglio le sue caratteristiche. E’ ottimo con gli affettati, accompagnato dalla piadina romagnola calda. Da abbinare a vini bianchi e giovani, fruttati, leggeri e profumati come l’Albana di Romagna, il Bianco Colli di Romagna Centrale e il Pagadebit di Romagna.

La casatella di Romagna

E’ un formaggio tenero, fresco e a pasta molle, di colore bianco avorio, prodotto con latte vaccino. Il sapore è forte, con toni dolci e leggermente aciduli.

La denominazione “Casatella” probabilmente evidenzia le origini casalinghe di questo formaggio. Si può gustare accompagnato con verdura fresca, rucola e con la piadina.

Il Raviggiolo

Si ottiene in parte con il latte vaccino intero che viene portato a temperatura di coagulazione con l’aggiunta di caglio liquido. Dopo circa mezz’ora, la cagliata, che non viene sottoposta alla solita rottura prevista per lo squacquerone o altri formaggi, viene estratta con una grossa ramina e viene direttamente messa nei tipici contenitori fuscelli.

E’ pronto al consumo dopo due giorni: è un formaggio fresco di vita assai breve, con pasta molto morbida, usato spesso anche per il ripieno della Spoja lorda.

La sua produzione è legata a pochi comuni appenninici di confine toscano.

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