savor ricetta romagnola

I savor: la ricetta romagnola

Il Savòr, detto anche Savour, è un prodotto tradizionale della nostra Romagna strettamente legato alla preparazione domestica della Saba. La ricetta romagnola dei savor viene gelosamente custodita da ogni famiglia e tramandata di azdora in azdora. In passato veniva conservato in grandi orci di terracotta dall’imboccatura larga. Ricco di zuccheri, vitamine e sali minerali, ha un elevato potere nutritivo ed è ottimo a colazione e a merenda.

Il consiglio dell’azdora

Spalmatelo sul pane e sulla piadina, oppure utilizzatelo come ingrediente per la preparazione dei vostri dolci casalinghi: ottimo per le crostate, i tortelli di carnevale. Oppure provatelo con i nostri formaggi tipici

Come si prepara?

I savor: ecco la ricetta romagnola

Ingredienti: mosto d’uva, buccia di melone o cocomero essiccate e tagliate a fettine sottili, polpa di zucca, bucce di arance e limoni, frutta secca (gherigli di noce, pinoli e mandorle dolci), mele e pere cotogne, fichi secchi, uva passita.

Preparazione: mettete a bollire il mosto d’uva e ridurlo della metà fino a diventare Saba. Versare la frutta e riportare a bollore lento mescolando spesso, fino a ridurre il volume di 2/3. La frutta deve rimanere intatta, lucente e di colore scuro.

Buon appetito!

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La piadina romagnola

La piadina romagnola originale è una sintesi elementare di farina, acqua o latte, strutto, sale e bicarbonato, cotta sul testo – la tegia – una piastra rotonda e piatta, di pietra refrattaria o terracotta.

A dispetto della sua semplice ricetta, ne esistono diverse varietà: a seconda della zona cambiano cottura, dimensioni e spessore. Man mano che si procede verso l’entroterra diventa più alta e piccola, fino a poter essere incisa e imbottita, quasi fosse un panino. Per questo possiamo dire che ogni zona può vantare la sua piadina romagnola originale!

La piada può essere mangiata in sostituzione del pane, per accompagnare qualsiasi pietanza nel corso del pasto. Più spesso però viene piegata a metà e farcita con gli ingredienti più vari: salsiccia alla brace o alla piastra, affettati o porchetta, rucola o squacquerone, erbette o verdure gratinate, creme dolci e confetture.

Le farciture del crescione più comuni sono le erbe (spinaci e bietole, rosolacci, macerate nel sale), oppure la zucca e le patate.

Come si prepara la piadina? La ricetta delle nostre azdore!

Ingredienti: 1 kg di farina, 180 di strutto di mora romagnola, 1/2 litro di latte, 22 gr di sale di Cervia, 1 pizzico di bicarbonato.

Preparazione: formate una fontana di farina su un tagliere, aggiungete al centro tutti gli ingredienti, impastate con il latte. Formate delle piccole palline e tiratele con il mattarello. Cuocetela sulla tegia.

La curiosità: perchè la piada è il simbolo della Romagna?

Grazie a poeti come Giovanni Pascoli, romagnolo, che nelle sue opere spesso la menziona arrivando a definirla il cibo nazionale dei Romagnoli!

I cappelletti romagnoli

I cappelletti romagnoli sono la minestra per eccellenza che non può mancare nelle tavole romagnole: un tempo, quando la preparazione di alcune pietanze scandiva le feste del calendario, erano preparati e mangiati per Natale. Oggi sarebbe un peccato mangiarli solo una volta all’anno: nelle case romagnole ma anche nei ristoranti il menù prevede sempre i cappelletti e vi invitiamo ad approfittare ogni qual volta ce ne sia l’occasione.

Sono così chiamati per la forma a cappello. Secondo la tradizione ravennate e cesenate, per il ripieno (chiamato compenso) dei cappelletti romagnoli non si dovrebbe utilizzare la carne ma il formaggio e devono essere cotti e consumati nel brodo di cappone oppure con un buon ragù!

La ricetta. Ma come si preparano i famosi cappelletti romagnoli?

Per i veri cappelletti romagnoli, è necessario seguire questa ricetta:

Ingredienti per la sfoglia: 400 gr di farina, 4 uova.

Ingredienti per il compenso: 200 gr di caciotta, 200 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato, 2 uova, sale e noce moscata.

Preparazione: tirate la sfoglia con il mattarello – e sciadùr – e tagliatela a quadretti, entro i quali si pone il compenso con un cucchiaino. Piegati i quadretti in triangoli e ripiegate le punte formando la tipica forma a cappelletto. Cuocete e gustateli in un buon brodo di cappone.

 E voi come li preferite? Al ragù o in brodo?